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Che cos’è un enzima
E’ una proteina con attività catalitica. Un enzima è un catalizzatore biologico in grado di accelerare notevolmente una reazione chimica.
Tutti gli enzimi sono proteine, ma non tutte le proteine sono enzimi.
Gli enzimi sono prodotti da cellule, ma gli enzimi non sono in grado di riprodursi.
Quindi gli enzimi non sono “vivi”, ma sono biologicamente attivi in determinate condizioni di pH, temperatura, composizione del mezzo di reazione, ecc.
Gli enzimi sono attivi in condizioni di reazione relativamente moderate.
Gli enzimi non sono infettivi per le persone né inquinanti per l’ambiente.

Al contrario dei catalizzatori inorganici (ad esempio, i metalli pesanti) gli enzimi sono estremamente specifici, il che significa che ciascun enzima può rompere o formare un unico tipo di legame chimico in un determinato composto o struttura chimica. Inoltre, le reazioni catalizzate da enzimi avvengono in condizioni moderate di temperatura (30-70 °C), di pH (tra 4.5 e 9), pressione (atmosferica), ecc., e sono da considerarsi ecocompatibili, in quanto non generano residui inquinanti o sottoprodotti tossici.
Vi sono esempi in cui enzimi possono essere utilizzati per catalizzare reazioni anche in condizioni estreme di temperatura (oltre 100°C, come nel caso di amilasi per sbozzima ad alta temperatura in vaporizzo) o di pH (fino a pH 12, come nel caso di proteasi alcaline usate in processi conciari).
Varie sono le applicazioni degli enzimi nell’industria chimica, manifatturiera ed alimentare, tra cui i principali sono i seguenti:
Detergenza:
Proteasi per l’eliminazione di macchie di sporco proteico e per migliorare l’azione dei tensioattivi chimici; lipasi per idrolizzare i trigliceridi presenti nei grassi vegetali o animali; amilasi per la degradazione dei carboidrati; cellulasi per la defibrillazione dei tessuti fatti di fibre di cellulosa e per conferire superfici più pulite a maglieria e abbigliamento, maggiore brillantezza dei colori, mano più morbida, ecc.
Tessile:
Pectina liasi per purga ovvero biopreparazione del cotone grezzo; amilasi per la sbozzima di tessuti; cellulasi per biofinitura o defibrillazione e stonewashing di jeans; catalasi per l’eliminazione del perossido di idrogeno dopo candeggio e prima di tintura; proteasi per il trattamento di lana e seta; perossidasi e laccasi per l’ossidazione di coloranti.
Pasta di cellulosa & Carta:
Xylanase per favorire la sbianca e diminuire l’uso del cloro nel processo di Kraft; lipasi per il controllo delle peci nella produzione di carte pregiate; amylasi nella preparazione dell’amido da patinatura, cellulasi per il miglioramento del drenaggio, della raffinazione di fibre primarie e secondarie e nel processo di disinchiostrazione.
Cuoio:
Proteasi e lipasi nei vari processi di lavorazione di rinverdimento, macerazione e sgrassaggio di pelli grezze nella fase ad umido del processo conciario.
Amido e alcool:
Varie amilasi per la produzione di sciroppi di glucosio e fruttosio e loro derivati per fermentazione alcolica e produzione di biofuel.
Derivati delle proteine:
Vari tipi di proteasi per produrre idrolizzati di proteine utilizzati in cibi e mangimi.
Oli e grassi:
Lipasi per la modifica dei trigliceridi e nella produzione di emulsificanti da soja.
Alimentazione animale:
Diversi enzimi carboidrolitici e proteasi per la degradazione di NSP ovvero carboidrati non amido (ad esempio cellulasi ed emicellulasi) e di strutture proteiche per migliorare la digeribilità e l’indice di conversione del mangime in animali monogastrici come suini e pollame oppure fitasi per diminuire la quantità di fosforo inorganico delle deiezioni dei suini.
Prodotti chimici, dietetici e farmaceutici:
Sintesi stereospecifiche di composti chimici (principi attivi farmaceutici e loro intermedi) o prodotti dietetici (aspartame), diagnostici per chimica clinica, ecc.
Perforazioni petrolifere:
Come "tecnologia breaker" per degradare specificatamente polimeri naturali utilizzati come viscosizzanti dei fanghi nelle perforazioni.